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COMISO
COMISO
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Comiso,si distende dolcemente sul declivio del costone occidentale ibleo, all’inizio della “piana” del fiume
Ippari,cantato da Pindaro.Il viaggiatore che percorre le strade statali abbraccia con lo sguardo la visione panoramica della città antica e moderna, dominata dalle maestose e scenografiche cupole della Matrice e dell’Annunziata che svettano imponenti verso il cielo. Abitato sin dall’antichità Comiso è stato feudo dei Naselli dal 1453 al 1812. Si possono ammirare il Palazzo Municipale, il Castello dei Naselli di origine gotica,con portale e torre mozza del ‘300, il Battistero Bizantino, la chiesa di S. Francesco,del XIV secolo con altari del 1500 e il sepolcro del conte Gaspare II Naselli, attribuito ad Antonello Gagini, la Chiesa dei Cappuccini (S. Maria della Grazia), la neoclassica Chiesa di S. Biagio il Teatro Comunale e Piazza delle Erbe.
Centro della città è la piazza Fonte di Diana, ornata dalla fontana di Diana, dalla quale, attraverso una serie di cannelle, scorre un’acqua millenaria, che un tempo alimentava il complesso termale del periodo romano tardo-imperiale. Proprio di fronte alla fonte sono stati riportati alla luce alcuni ambienti delle antiche terme: il calidarium ottagonale ed un ninfeo mosaico a tessere bianche e nere raffigurante Nettuno.
Il palazzo comunale, di stile neoclassico(1887), domina il lato meridionale della piazza.Progettato da Sacconi, esso contiene al suo interno un bellissimo scalone, anch’esso neoclassico.Ad esclusione del palazzo Iacono-Ciarcià che risale alla seconda metà del ‘700, tutti i palazzi che circondano la piazza sono stati costruiti tra la fine dell’800 e i primi del ‘900.
Dal sagrato della Matrice si gode la vista di piazza delle Erbe,con la sua fontana in pietra locale.Sul lato orientale della piazza è situato l’ex Mercato ittico o “vucceria”, con portico e logge, disegnato in stile neoclassico, che oggi ospita il Museo Civico Kasmeneo con una raccolta di cetacei e tartarughe marine,ed anche la Biblioteca intitolata allo scrittore G. Bufalino ricca di testi preziosi donati dallo scrittore al suo paese.
La Basilica di Maria SS. Annunziata, costruita nel ‘500 sull’antica chiesa bizantina di S. Nicola,
fu riprogettata nel 1772 dall’architetto Cascione-Vaccarini dopo il terremoto del 1693; la cupola e il campanile
furono completati alla fine dell’ ‘800. Il prospetto si compone di due ordini movimentati da colonne con capitelli
ionici in basso e corinzi in alto. Particolare è il fregio laterale della facciata superiore, che richiama il ramo
della palma.L’interno, con volta a botte ricoperta di stucchi in oro e blu, è a tre navate; della chiesa bizantina rimangono la cripta di San Nicola sotto il transetto e, al primo altare della navata destra,una statua lignea del Santo del XV secolo. Notevole il Crocifisso all’altare del transetto destro attribuito a Frate Umile da Petralia. Nel 1983 nelle pareti dell’abside sono state collocate due pregevoli tele del “Cristo Risorto” e della “Natività” del Maestro comisano Salvatore Fiume.
